E' stata una decisione difficile da prendere, dato che oramai parlare del blog era diventata un'abitudine, una piacevole fuga dalla realtà, un modo per farci fare due risate aggiuntive.
Sono stato promotore di mille campagne "salva-blog-altrui" e per questo vi chiedo di non fare altrettanto. Ecco le motivazioni.
Questa è stata un'esperienza che mi ha segnato. Mi ha dato la possibilità di raccontare e condividere con i miei amici esperienze e avventure vissute insieme. Mi ha costretto a condividere pareri ed opinioni, facendomi crescere e, penso, maturare.
Inutile starci a raccontare che questo blog ha ancora qualcosa da dire.
Inutile starci a raccontare che siamo quelli del 2005.
Mentre crescevamo, "il Fischio: l'unico punto fermo" è sempre stato qui, è sempre stato l'unico punto fermo. Ed è questa, forse, la sua debolezza, ciò che non gli ha consentito di sopravvirere alla prova della vita.
Non è stato capace di seguire i nostri cambiamenti. Il primo incipit, rimasto immutato per anni, esclamava "La gente va e viene, solo una cosa resta immutata: il Fischio". E' la verità. Il Fischio continuerà a rimanere immutato a 64 gradini dal suolo. Persino se la gente che se ne va, questa volta, siamo noi. A lui non interessa.
Nell'ultimo periodo agonizzava con un post ogni morte di papa, sia per colpa del poco tempo a mia disposizione, sia per la mancanza di argomenti e, soprattutto, della voglia di raccontarli.
Ho sempre definito il blog come "nostro", anche se nostro non lo è mai stato, o meglio, non è mai stato sentito pienamente come tale.
Sento che è ora di chiudere un capitolo imporante della nostra vita. Ora è venuto il momento di diventare grandi, di pensare al nostro futuro, di mettere in atto i nostri progetti.
Fra qualche mese ci saranno cambiamenti importanti e i rapporti tra di noi continueranno ad evolversi. Come, lo scopriremo solo vivendo.
Il Fischio non era stato pensato e creato per descrivere tutto ciò. Lo scopo del Fischio era di raccontare le esperienze di quattro baldi giovani alle prese con la vita, con la voglia di fare esperienze e di condividere emozioni. Ho sempre voluto pensare che "noi quattro" eravamo qualcosa di particolare, qualcosa di raro, qualcosa da ricordare quando le cose sarebbero cambiate.
Ora sono cambiate.
Per questo, caro Fischio, ti saluto.
Ti ringrazio, dunque, per ogni singolo ricordo che hai conservato con cura.
Ti ringrazio per le emozioni che mi hai fatto provare.
Ti ringrazio per avermi accompaganto nei momenti difficili.
Ti ringrazio per avermi fatto compagnia.
Ti ringrazio per avermi fatto conoscere gente nuova.
Ti ringrazio per avermi svegliato.
Ti ringrazio per avermi fatto cambiare.
Ti ringrazio per avermi fatto crescere.
Nel primo post, due anni e mezzo fa, scrissi: "Appena imparo un po', codesto blog diventerà il più bello di tutti!"
Penso proprio di non essermi sbagliato.
Carlo
nel menù:fine







