Io m'ero portato da leggere un libro, Brodo s'era portato nulla (epocale la sua esclamazione dopo venti secondi panciallaria: "Io mi sono già rotto il cazzo"), Ghebbo aveva provveduto a portare le carte per giocare a Poker.
Tempo dieci minuti e abbiamo iniziato a far pratica per il futuro: una volta al mese noi ci si troverà in Fischio a giocare con i soldi (veri, e non con quelli del Monopoli come facevamo a dieci anni).
Immagino già la scena:
- vestita elegante/seria;
- sigari cubani di contrabbando a volontà;
- lume di candela;
- caldo;
- cicchetti di whyskey a volontà.
Il tempo è passato alla svelta, fra una risata e una depressione. La scottatura che ho in mezzo al petto, quella no. Non passerà alla svelta.
Come non passerà alla svelta la fissa per il Poker.
Chi vince, paga da bere.
Alla prossima,
ma nessuno s'è chiesto come mai, lassù in alto, è tutto decentrato?
Carlo
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