A dirla tutta, in principio, temevo questa rimpatriata: se apprezzo e mi godo allo spasmo i remember sulla scuola, non apprezzo e non godo per nulla i remember fisici a cui viene sottoposto il mio possente fisico.
Giunto in ritardo al ritrovo, sono stato subito accolto da cazzotti, pugni, testate, dita-nel-culo e infilate varie. Francamente mi aspettavo di peggio.
Salutato i soliti noti e soprattutto coloro che non vedevo da un po', all'arrivo di tutti i ritardatari siamo andati a mangiare in un ristorante pizzeria di cui non ricordo il nome.
Come pasto, io e alcune ex colleghe, abbiamo ordinato un'ottima cipolla con riso e radicchio trevigiano appoggiato sopra. Una delizia che, oltre a sconvolgere il mio alito, ha turbato anche il mio spirito.
Il mio fisico è stato invece turbato da un orrido vinello rosso, che mi ha fatto prendere un'enorme ghega.
Cosa volete mai: ti fai due chiacchere col Grosso e bevi un goccio, ti fai due chiacchere con Sauro e bevi un goccio, ti fai due chiacchere col Mallet e bevi un goccio, ti fai due chiacchere con Fausto e bevi tre gocci (è sempre stato abbondante), ti fai due chiacchere con Vito e bevi un goccio, ti fai due ghignate con l'Angy e Giò e bevi un goccio per uno, senti parlare Smeagol e sei costretto a svuotare ogni singolo bicchiere presente intorno a te.
Quando oramai ero in condizione di volere bene a tutti, l'attenzione si è spostata su di me e sui miei cazzi. Sapete bene che quando mi si da corda non ce n'è per nessuno. Dopo una serie di monologhi e un paio di foto (stupende), ho rubato la caraffa di vino ancora piena e siamo fuggiti dal locale.
Al parcheggio-ritrovo la situazione alcolica era incontrollabile: il mio voler bene a tutti si era trasformato in un amore universale verso chiunque (soprattutto il povero Mala).
Il bello è stato proprio questo: rivedere gente che non vedevo da secoli e trovarsi come se ci si fosse visti il giorno prima, scoprire nuove forme e sfaccettature di gente oramai dispersa, essere se stessi al 100% senza dover ricoprire alcun ruolo o indossare determinate maschere.
Senza tenere conto del viaggio di ritorno con Smeagol che ha sprecato veramente troppe belle parole sul mio conto, parole che non mi merito e che resteranno nel mio cuore per tutta la vita.
Sono contento di aver incontrato una persona così lungo il mio cammino, una persona che mi fa capire il valore e l'importanza dell'amicizia vera.
La conclusione ideale di una serata stupenda, che le scarne e sgrammaticate parole di questo post non esalteranno mai abbastanza.
Alla prossima lettera scritta a biro,
Carlo
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