domenica, 04 novembre 2007
LO SCISMA

Dopo anni di convivenza é giusto che chi vuole intraprendere strade diverse lo faccia senza problemi.

Quando Lex mi ha chiesto se poteva aprire un blog suo, gli ho risposto che poteva anche evitare di chiedermelo: non sarò certo io ad impedire ad un amico di fare quello che vuole.

So che già da molto tempo Lex pensava di aprire uno spazio tutto suo, dove dar sfogo al suo lato più "nonnesco" senza le costrizioni "imposte" dal sottoscritto.
Il primo novembre è arrivato il momento.

www.lexinthesky.splinder.com

Chiamatelo scisma, progetto parallelo o più semplicemente arrivederci.
In ogni caso, la porta del Fischio resterà sempre aperte, a lui e al suo corsivo.

Aggiorno la colonna della storia Fischiana aggiungendo questa data importante.

Al prossimo scisma,
Carlo
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lunedì, 07 maggio 2007
I DELIRI

Mi viene ancora da ridere.
E oramai passata una settimana intera ma, a riguardare le foto della Duna, mi viene ancora da ridere.
Uno dei week end più esaltanti della mia vita, nel quale ho passato dei momenti di puro spasso in compagnia di gente stupenda.

Tutte le mie conoscenze erano radunate sulla spiaggia: amici d'infanzia, conoscenti, compagni di università. Si sono fusi mondi che solitamente rimangono divisi tra loro, investendomi di una forte energia positiva, che ancora ora sento.

Tra un drink casalingo e l'altro, sono molte le cose che rimarranno a lungo impresse nella mia memoria. Raccontarle tramite le mie sporche parole porterebbe rovinarle per sempre. Da qui la decisione di condividere con voi solo I DELIRI.

Per la precisione i "Deliri Di Brodo".


Capita ogni tanto che i Fischiani decidano di eccedere e di fare i birbantelli per una serata. Quando capita, il divertimento (leggasi pericolo) è assicurato.


Foto del pre-prima serata: immancabile, come sempre, il nostro amico Johnnie Walker.

Epocali le espressioni: io con il ghigno malefico (consapevole di come sarebbe andata a finire), Brodo in un Brodostyle allucinato e Lex con la tipica faccia "ma chi me l'ha fatto fare".

Poche ore dopo, sulla strada del ritorno dopo aver salutato, tra gli altri, la grande Nish, la Ginger ed aver conosciuto la loro amica Kappler, Brodo si è improvvisamente innamorato di una bellissima siepe:


...

Sfidando le leggi della fisica, si è buttato al suo interno per dichiararle il suo amore. Ancora mi chiedo dove sia finito il braccio sinistro.
Amata la siepe, Brodo ha deciso di combattere il problema della siccità, come già detto in precedenza (non chiedetemi dettagli ora: vige il segreto istruttorio). A missione fallita, si è sentito il dovere di esprimere il suo rammarico al mondo, arrampicandosi su un "cartello segnale" [cit.]. Questa volta, però, la legge di gravità ha avuto la meglio:


Per qualche minuto, il mondo visto dal basso aveva tutta un'altra luce.

Risorto dal suolo, Brodo ha deciso di urlare il suo dispiacere a cavallo di una recinzione, rischiando di cadere dall'altra parte (a ricordare questo aneddoto mi è partita una risata che ha svegliato mio padre). Falliti i tentativi di esternare i propri sentimenti, s'è dato al cibo, infilando nella sua bocca una patatina ogni dieci tentativi.

E fu sera e fu mattino.
Il giorno dopo avevamo intenzione di far colazione con spritz e birre medie, ma abbiamo optato per orridi cappuccini al bar di vecchi in piazza.
Il tempo non passava mai ma, giunte le 17.30, tutto è ricominciato. Altra serata stupenda.

Sulla via del ritorno Brodo era abbastanza lucido:


Il naso mi dicono fosse rosso per via del sole.

Alla macchina, prima di coricarci scomodamente tra sedili e volanti per la seconda notte di fila, Brodo ha deciso di concedersi una riflessione personale. Non vogliamo sapere a cosa pensasse, anche se una idea ce la siamo fatti:


Serate così non si possono dimenticare.
Serate così devono essere ricordate.
Giornate così vanno ripetute.

Con gli occhi lucidi di malinconia, vi saluto.
Alla prossima,
Carlo
martedì, 01 maggio 2007
FONTA QUIZ

Secondo voi, come mai una comune fontanella troneggia nella sacra colonna degli idoli?
Cosa avrà mai combinato di così importante da ricevere tale riconoscimento?



Al quiz non possono partecipare Lex, Brodo e tutti quelli a cui ho rivolto la parola domenica.


Al vincitore, una foto del pacco di Brodo.

Alla prossima,
Carlo
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sabato, 28 aprile 2007
UFFICIALE

Gentiluomo? No, no.
Con medaglia al valore? No, no.
In pensione? No, assolutamente no.
Defunto? Ho detto di no.

E' ufficiale che noi stasera si va alla Duna.

E non si sa quando torneremo.
SE torneremo.

Alla prossima, sperando che ci sia,
Carlo
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domenica, 11 febbraio 2007
BRODOCAR

Venerdì sera. Ritrovo al gran completo, solita ora, solito posto.

Per la verità quella sera sono sceso un po' emozionato, come tutte le volte che c'è da incontrare una persona nuova. E lei era lì ad aspettare. Ve la presento.



Ecco a voi la nuovissima BrodoCar. Dopo averla salutata calorosamente e averla guardata bene a modo, ho subito notato il suo discutibile senso dell'umorismo.

Il primo scherzo l'ha fatto a Brodo, consentendogli di aggiornare l'ora del cruscotto solo ed esclusivamente avanzando di minuto in minuto, un minuto per ogni pulsata di bottone.
Brodo, secondo me, ci è rimasto male.
Il secondo scherzo l'ha fatto a me, facendo rimanere bloccata la mia portiera non facendomi salire. Io, francamente, ci sono rimasto male.

So già che in futuro vivremo esperienze esaltanti ed indimenticabili in sua compagnia, ma mi permetto di dire che
questi scherzi sono stati di cattivo gusto è non sono stati una buona trovata per cominciare al meglio la nostra nuova amicizia.

Ne ha da fare ancora di strada per diventare amabile come la defunta BrodoMobile.

Alla prossima burla (magari divertente),
Carlo


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lunedì, 22 gennaio 2007
ADDIO BRODOMOBILE

Forse sono il meno indicato per raccontare al mondo questa notizia sconvolgente.
Come ben sapete, oramai sono mesi che la Brodomobile non è più in circolazione e, invece di scorrazzare libera per le strade italiane, giace da un lurido rottamaio.

O meglio giaceva: esattamente una settimana fa è andata in scena la cremazione.

Per la verità, questa rottamazione ci ha colto alla sprovvista e non siamo stati avvisati in tempo. Avremmo voluto parteciparvi e, se fosse stato possibile, Brodo avrebbe voluto azionare il comando, come estremo saluto per il suo cavallo meccanico.

Ci saremmo presentati vestiti a lutto, con tanto di vestito, camicia, cravatta e ombrello nero. Purtroppo non ci è stata data questa possibilità, ma abbiamo pensato ad un modo per rimediare e pr ricordare per sempre la nostra defunta amica.

Infiggeremo una targa commemorativa nel luogo della sua scomparsa, in modo che tutti la possano ricordare.

So di avervi sconvolto con queste parole (io ho gli occhi lucidi), ma non temete: fra poco farà il suo esordio la nuova e fiammante Brodocar.

Alla prossima targa,
Carlo
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martedì, 09 gennaio 2007
LA VOLONTARIA

Oggi mi sono recato in quel di Modena per sistemare un cavillo burocratico con l'associazione italiana celiachia.

Esattamente un anno fa, mi iscrissi a tale associazione sia per tutelare la mia salute, sia per ricevere materiale e dritte sull'evoluzione scientifica e sulle attività organizzate dai volontari. Purtroppo per tutto l'anno non ricevetti nulla quindi, per evitare una seconda incaprettata, mi sono recato in sede per vedere che cosa era successo.

Molto semplice: in realtà ero iscritto come D. Rossella.
Capisco che sono così bello da sembrare una top model, ma scambiarmi per una donna ce ne vuole.

Risolto il problema, la gentile volontaria ha iniziato a riempirmi di moduli e depliant su tutto quello che aveva in ufficio, mi ha fatto una "mini" lezione su tutto quello che mi circonda, un po' come fece il dottore dopo la diagnosi ufficiale. Delle esclamazioni del dottore, però, non ne ricordo una, visto che ero affranto dalle prime tre parole del suo discorso: "niente più birra".

La volontaria, che ho cercato di ascoltare seriamente, mi ha consigliato una pizzeria particolare, illustrandomi l'esistenza della Nazionale di Calcio Celiaci e dicendomi che c'è speranza per la birra.

SPERANZA PER LA BIRRA?

E fu così che Carlo passo i restati quarantacinque minuti a fissare il vuoto con un sorriso spastico, mandando, a intervalli regolari, gli impulsi sel "sìsì" alla testa.

Dovrò farmi rispiegare tutto per la terza volta. Ma oggi resta comunque un buon giorno per morire, con il cuore ricolmo di amore per la volontaria.

Alla prossima,
Carlo
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lunedì, 18 dicembre 2006

OPETH live @ Kojak (Ravenna), 16/12/2006

[EDITATO]


Mikael Åkerfeldt, voce e chitarra

Preambolo: mi ero messo in testa fino a due giorni fa di fare una recensione del concerto per quanto riguarda l'interpretazione e le emozioni che questo gruppo poteva darmi. Ma non avendo le basi per farlo ho optato per altro, così da non tediarvi con post lunghissimi (cosa che probabilmente farò se vado a febbraio a vedere i Pain Of Salvation).

Indi per cui passo ad elencare i momenti più belli di questa esperienza (tradotte da me con l'aiuto di Carlo, quindi veritiere al 90%), ovvero la volta in cui...

...in cui dopo la prima canzone Akerfeldt (il cantante) dice: "faremo un po' di canzoni per chi piace il death, alcune per chi piace l'heavy metal, e alcune per le ragazze";
...in cui A. chiede: "
vi sta piacendo il concerto? Quanto? Un pollice in su... due pollici in su!". Gesto ripetuto anche più avanti;
...in cui A. settando la chitarra gli esce un sibilo acuto e dice:  "
I'm done!";
...in cui A. dichiara che la copertina di Morningrise è stata rubata da una pubblicità, se nno ho capite male, di un tampax 0_o;
...in cui A. dopo Face Of Melinda dice: "
Questa canzone è di..." ma non fa in tempo a dirlo che interviene un fastidioso tizio davanti a Carlo (che però ha dei gusti musicali del tutto identici ai miei, penso che in Italia siamo in pochi ad ascoltare Avantgarde e molti di meno a conoscere un gruppo unico e superiore a tutti come i Winds) gli urla "Still Life!", ricevendo come risposta un "That's Right!" canzonatorio;
...in cui una ragazza in prima fila urla il nome di Mendez (il bassista), con A. che gli dice: "
ehi, abbiamo il tuo personale fan club!";
...in cui un tizio come altri gli chiede una canzone (comportamento da me poco tollerato) e A. gli dice con il suo caratteristico aplomb: "
No! Non siamo una cover band...ancora";
...in cui A. parla di The Grand Conjuration come la canzone più dark da loro mai fatta e dice: "
Per questa canzone non voglio vedere facce felici, dovete essere tutti così" e con le dita imita l'espressione :( ;
...in cui un tipo dietro di me fa un urlo stupidissimo, e A. chiede al tipo di avvicinarsi e di rifarlo. Dopo averlo risentito gli dice che è uguale ad un cantante che ahimè non conosco quindi non vi so dire;
...in cui uno del pubblico gli urla: "steel!", e A. parte parlando di Malmsteen, e di un album /gruppo (probabilmente da quanto ho visto n rete si chiama Steeler) che ha dato origine al power, dichiarando: "
It's shit!
". Poi passa a parlare degli Hammerfall dicendo: "It's all shit!". Impossibile dargli torto :) ;
...in cui A. dice: "
Ho una buona e una cattiva notizia, quale volete sentire prima?". La maggioranza sceglie la seconda: "La cattiva notizia è che questa è l'ultima canzone di stasera. La buona... è che questa è l'ultima canzone di stasera!", poi si annusa l'ascella, indica il pubblico e dice: "It's like poison!". Idolo;
...in cui, tornando per l'encore con una sigaretta in mano, incitato dalle urla del pubblico, si mette a muovere le mani alzandole e abbassandole come a dirigere suddette urla; dopo un po' si mette a fare movimenti rotatori, e il risultato è stato alquanto bizzarro;
...in cui A. dice: "
visto che sto fumando una sigaretta mi metto a presentare la band", passa in rassegna tutti i nomi e arriva al nuovo batterista: "Questo è...", ma viene interrotto da uno del pubblico che gli dice il suo nome. Gli risponde: "Sembra lui. Ma in realtà tutti dicono che assomiglia a Legolas. Anche se è più bello lui.";
...in cui, durante un cambio di chitarra con il suo nerboruto assistente, A. dice: "
Sapete, è difficile dormire nel tourbus sapendo che vicino a te c'è un tiny man come lui"

Insomma una bellissima serata, divertente a tratti esilarante, da parte di un gruppo che non ha deluso le aspettative mie e di Carlo, e che rivedrei volentieri più avanti.


Peter Lindgren, chitarra solista

La scaletta:
1 -   Ghost of Perdition.
2 -   When.
3 -   Bleak.
4 -   Face of Melinda.
5 -   The Night and the Silent Water.
6 -   The Grand Conjuration.
7 -   Windowpane.
8 -   Blackwater Park.

encore
9 -   Martin Axenrot drum solo
10 - Deliverance.


Martin Mendez, basso. Dietro alla batteria Martin Axenrot

Lex

(tante cose ho omesso, ma il post è veramente lungo. Però mi sa che non sarà il solo visto che in teoria manca una foto :)

[Edit]
Beh, sono sconvolto dal fatto che nessuno abbia notato che in questo post mancano delle cose.


Innanzi tutto il racconto di Lex non prevede molti dettagli interessanti che riguardarono la mia giornata: sveglia alle 6.00 per andare a Pr a fare il test d'inglese, ritorno a Mo con visione della partita allo stadio (Modena-Vicenza, 'na schifezza) e partenza razzo verso Ravenna per giungere alle 20.00 al locale. Alle 19.00 avevo già sonno.
Ho assistito a tutto il concerto con la calzamaglia ed il maglione, entrando in contatto con sudatissimi soggetti sovrappeso e con un giovane che mi ha alitato sul collo per tutto il tempo. Meno male che, durante il pogo (che non c'azzeccava un cacchio), sono riuscito a rifilargli una bella gomitata in faccia.

Finito il concerto, è giunto il momento foto. Per la prima volta ci trovavamo di fronte a personaggi famosi di alto livello, ma l'impresa non si è rilevata impossibile: dopo la loro pizza, si sono prestati ai fans con molta disponibilità.


purtroppo spiegare correttamente come fare l'espressione Brodostyle al bassista non è stata una impresa facile (e soprattutto non è riuscita molto).

Il cantante e gli altri membri della band ci sono sfuggiti... cazzi loro. :D

Sulla via del ritorno, la stanchezza si è fatta pesante per me: strani soggetti imponevano il pagamento di pedaggi (UN CANCHERO!) mentre gli occhi mi si chiudevano. Per fortuna c'era Lex a tenermi sveglio con il suo incessante parlare:


ovviamente in senso ironico, ha dormito tutto il tempo. (Foto scattata in autostrada)

Tutto è bene quello che finisce bene,
al prossimo concerto degli Opeth,
Carlo
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mercoledì, 13 dicembre 2006
IL CILINDRO

Dopo qualche tempo, anzi dopo tempo memorabile, io e Ghebbo siamo tornati ad uscire per una classica serata da vicini di casa.
Un tempo queste uscite venivano chiamate "serata mazzata" ed erano composte da: una bottiglia di coca-cola, un telefonino-radio, un panno e tanta, tanta nebbia. Venivano organizzate nel bel mezzo dei gelidi inverni emiliani e consistevano nello stare a parlare per ore delle solite cose seduti sul panno, fino a che la coca-cola non finiva e le dita non si muovevano più.
I luoghi di questi incontri erano i più svariati: il retro della palestra, l'aiuola spartitraffico, il castello dei bambini, il campo da calcio. Potevamo stare ovunque, tanto la cara nebbia nascondeva le nostre trincate furtive.
Ah, che trasgressione.

Beh, ieri sera non è stata propriamente una serata mazzata, ma ci si è andati vicino. O forse oltre.

Ci siamo beccati al solito posto alla solita ora eccezionalmente di martedì: dovevo conoscere le news che avrebbe portato al nord dopo la sua "gita" nelle lande del sud Italia.

E così, mentre eravamo diretti verso Carpi, Ghebbo raccontava qualche dettaglio del suo viaggio.
Arrivati a Carpi (dopo cinque minuti), Ghebbo aveva già finito il racconto sui suoi quattro giorni partenopei. E allora ho iniziato a parlare io e di quello che era successo qui, dal compleanno che si è perso, alla partita di hockey che si è perso, a Timer il Formaggino, che si è perso.

A Modena, in compenso, dopo quaranta minuti, avevo finito di parlare e così abbiamo iniziato a bere.
La cameriera (micro viso e super corpo) ci ha consigliato una super offertona: una birra a tre euro invece di quattro e venti. Un affarone a cui Ghebbo non ha potuto rinunciare, mentre io
(maledetto glutine) ho optato per un classico Whiskey & Cola da sette euro.

Ovviamente la birra in offerta costava in realtà quattro euro e venti. L'affare lo devo ancora capire.

[seconda parte tra un'oretta, adesso devo compiere il rituale della grattata mattutina]

[voi non avete idea di quanto mi tiri il culo scrivere la seconda parte :]

Finito di bere ad una velocità impressionate (mai impressionante come la velocità con cui le tipe di fianco a noi si son sbronzate), siamo usciti per prendere una boccata d'aria e abbiamo iniziato a parlare come i vecchi tempi cioè del futuro, enfatizzando ogni più piccola cazzata.

La piccola cazzata, nello specifico, riguarda un cilindo. Ebbene sì: Ghebbo si vuole comperare un cilindro nero con fascia nera. L'idea mi ha galvanizzato: ho iniziato a ridere come un cretino all'idea del cilindro, che già di per se è una parola strana che mi ha sempre fatto ridere, fin dai tempi della prima geometria.
Come conseguenza logica, e per rimediare ai due anni di mancato regalo, ho deciso che regaleremo a Ghebbo un bel cilindro per il suo compleanno. E quest'anno, per la sua festa, si faranno  FIVILLE, poche storie.

Il dodici dicembre, d'ora in poi, si festeggerà il giorno del cilindro, segnatevelo sul calendario.

Al prossimo copricapo,
Carlo
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giovedì, 26 ottobre 2006

ADDIO BRODOMOBILE

Ancora ricordo quando sei comparsa nella mia vita e, di conseguenza, nella vita di tutti i fischiani. Una entrata di prepotenza come solo tu sai fare.
Il primo giorno in cui sei arrivata, hai portato subito la felicità nel mio cuore. La sera stessa mi sono procurato una distorsione alla caviglia destra, l'ennesima, ma tu mi hai portato prima a casa e poi allo stesso campo dove mi sono infortunato.

E come sei arrivata te ne sei andata, ma questa volta sei uscita di scena con spettacolo. Tutta Limidi è rimasta a guardarti con stupore mentre piano piano te ne andavi. Mentre te ne andavi a testa alta.

 

Tu ci hai portato a Cervia e nello stupendo hotel Astrid.
Grazie a te, e a quel mitico viaggio, in noi quattro fischiani si accese la FOTTUTA SCINTILLA, ma specialmente in Carlo e Lex, per aprire questo blog.

Solo te riuscivi a sputare fumo bianco dal condizionatore (ancora mi chiedo come), mi tenevi compagnia con la tua ventola e con il suo rumore, che per tanti poteva essere fastidiosa, ma per meassolutamente no.
Non scorderò mai come mi hai fatto tornare in me facendo vergognare quei NAS di loro stessi con le nostre sgommate.
E chi si può scordare le rotonde che facevi e di come facevi ridere le tue ruote.
Ma ora basta commemorazioni..

 

Tutto è incominciato mercoledì 25 Ottobre (ieri ndm).
Mi sono svegliato come se fosse una delle tante mattine che mi sono abituato a vivere da un mese circa, quindi sveglia alle 7.30, colazione, cesso e, verso le 8.20, partenza per andare a lavorare.
Ma quella mattina, quella fottutissima mattina, non è andata così.
Alle 8.22, dopo il solito semaforo, l'inevitabile.

Vedo una Uno davanti a me spostarsi rapidamente verso destra, e poi..

..e poi un gran botto.. il Brodo cappello mi è volato davanti ed è andato a finire sul cruscotto della Brodomobile.
Mi è mancato il fiato per pochi attimi grazie alla Brodo-cintura che mi ha protetto. Ho fatto mente locale e mi sono accorto che una macchina aveva invaso la corsia della Brodomobile e gli era venuta addosso. Questo lei non l'ho può accettare. Ho cercato di uscire da te, cara Brodomobile, ma tu avevi la portiera bloccata. Allora l'ho aperta
con forti spallate.
Uscito fuori dall'abitacolo, mi sono accorto di non avere più in testa il mio copricapo e di conseguenza mi sentivo impotente (donne tranquille non in quel senso :P), ma me lo avevi tolto tu di tua spontanea volontà per proteggerlo. Me lo hai restituito subito con il tuo animo gentile e me lo sono rimesso immediatamente.

Ti ho guardato ferma immobile e ho capito che era giunta l'ora. L'ora in cui te ne dovevi andare. Eri affranta ed ammaccata, perdevi liquido da tutte le parti.
Ormai eri partita per un viaggio interminabile.

Ci hanno diviso. I vigili ti facevano le foto mentre mi portavano al pronto soccorso in ambulanza per accertamenti. Da quel momento non ti ho più rivista.



Come sei arrivata, te ne sei andata.
E ora sono solo, con una piccola frattura allo sterno, un gomito che mi fa un male terribile e tutti i muscoli indolenziti.
Mi mancherai.

 

GRAZIE DI TUTTO.

 

Brodo

il Fischiano SanBrodo ha scritto questo post alle 15:22 | Permalink | commenti (19) | commenti (19) (poppe up)
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