SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO
Ore 8:00. Come tutti i giorni feriali, arriva la delicata sveglia della genitrice che, aprendo la porta della mia camera, esclama: CARLO, E' ORA!
Ore 9:00. Come tutti i giorni feriali, io dormo ancora che è una meraviglia. Ma, codesta mattina, sono stato turbato ben due volte dall'inquietante squillo del telefono di casa.
Al primo colpo ovviamente non ho risposto (stavo inseguendo Ralf), ma al secondo sono scattato in piedi per sentire chi fosse lo scocciatore.
E così iniziò la parabola del buon Carlo.
"Costretto ad andare a lavorare dal genitore nel cuore della notte, costretto ad ingozzarsi di thè semifreddo e fette biscottate dure come il marmo, costretto a vestirsi con magliette XL comprate in Spagna (si vede che ai tempi ero sovrappeso), costretto ad uscire al freddo e al gelo, costretto a guidare tra la nebbia più fitta degli ultimi tempi, costretto a parcheggiare su sassi accuminati, costretto a traslocare un archivio impolverato da secoli, costretto a portare per quattro piani una fotocopiatrice, costretto a rimanere schiacciato tra le porte dell'ascensore, costretto a tornare a casa senza un singolo euro."
Ma scusate: le parabole non finivano bene?
Alla prossima tragedia, perchè di questo si tratta,
Carlo